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Dipendenza da alcol





Quando si parla di Alcolismo si fa riferimento all’uso continuo ed eccessivo di bevande alcoliche, e all’intossicazione fisica che ne deriva. La dipendenza da alcool è considerate una sindrome patologica. E’ difficile capire quando una persona sia effettivamente schiava della dipendenza da alcol. Proprio la dipendenza da alcol è infatti decisamente subdola quando non senza dubbio manifesta: qual è il limite che divide le due categorie? Quanti “bicchieri” ci vogliono per decretare la presenza di una dipendenza da alcol? Bé, in effetti il discorso è un po’ più complicato di quanto sembra. La scienza medica ha così indicato alcuni fattori la cui presenza denoterebbe nell’individuo la malattia dell’alcolismo. Parliamo di una maggiore tolleranza alle bevande alcoliche, ed di una dipendenza fisica che impedisce al malcapitato di controllare il consumo delle suddette. L’abuso di alcol è estremamente nocivo per l’organismo umano, il quale viene intaccato irreversibilmente in tutte le sue componenti, da quelle prettamente fisiche a quelle psichiche. I danni arrecati dall’abuso di alcol sono molteplici, e vanno dalla cirrosi epatica alle malattie cardiovascolari, dalla epilessia alla pancreatite, dalle disfunzioni sessuali alle carenze nutrizionali. Seri danni anche al sistema nervoso centrale e al sistema nervoso periferico. In altrettanti numerosi modi può essere intaccata la salute mentale del malato, a seguito di gravi problemi cognitivi propri della demenza alcolica: ansia, psicosi, depressione, disturbo bipolare, disturbo borderline, sindrome da deficit dell’ attenzione o iperattività. Gli effetti inebrianti propri del consumo di sostanze alcoliche, a lungo andare provocano effetti negativi sulla vita sociale dell’intossicato, che spesso si ritrova isolato dagli affetti, o addirittura può assumere atteggiamenti degenerativi che lo portano a commettere reati. Inoltre bere in situazioni limite, come per esempio mentre si guida, può avere conseguenze dirette sulla vita di altri individui. Superare l’astinenza indotta dall’alcol non è affatto facile, e, se non svolto nella giusta maniera e con le dovute attenzioni, può addirittura risultare fatale. L’alcol infatti desensibilizza alcune componenti del sistema nervoso centrale, come il recettore GABAA. Proprio la desensibilizzazione provoca l’aumento della tolleranza e la dipendenza. Smettere di colpo con il consumo, può dunque provocare attacchi epilettici, delirium tremens, scompensi cardiaci e allucinazioni, tutti sintomi dello shok vissuto dal sistema nervoso. La diminuzione dell’uso di alcol deve essere dunque guidata nonché assolutamente progressiva, onde evitare di incappare nell’eccessivo stress dei terminali nervosi. I vari sintomi legati all’astinenza tendono a placarsi dopo circa un mese, nonostante insonnia ed ansia possano perdurare anche fino ad un anno. Inoltre il rischio di sviluppare forme di alcolismo è legato anche a fattori genetici, come la presenza nella famiglia di casi di alcolismo acuto. I geni che controllano il metabolismo dell’alcol infatti possono provocare problemi più o meno gravi di alcolismo. L’aumento dei geni che provocano la dipendenza dalle sostanze alcoliche, può materializzarsi all’indomani di un uso delle stesse durante l’età adolescenziale. Capire se un soggetto è affetto da problemi legati all'uso spasmodico di alcool non è sempre facile. Spesso la stigmatizzazione sociale legata alle sostanze alcoliche, portano il malato a negare e nascondere il vizio, bevendo magari in solitudine e mai davanti altre persone. A quel punto familiari ed amici hanno una difficoltà oggettiva nell'accorgersi della presenza delle dipendenza, e solo in presenza di una crisi o di strani cambiamenti d'umore del soggetto possono capire cosa sta realmente succedendo.

Diagnosi ...

Esistono alcuni test che portano ad una prima diagnosi dell'alcolismo. Su tutti il questionario CAGE, composto da alcune domande in grado di mostrare l'inizio di una dipendenza alcolica; o il Alcohol Dependence Data Questionaire o il Alcohol Use Disorders Identification. Naturalmente non è sufficiente sottoporsi ai test, che necessitano comunque di approfondimenti diagnostici. Tuttavia i diversi questionari sono in grado di far nascere un sospetto quantomeno giustificato. Alcuni studiosi hanno inoltre indicato dei metodi diagnostici legati alla genetica degli individui. Abbiamo visto come i geni possono contribuire alla nascita di una dipendenza alcolica. Esiste un allele, ovvero una variante delle sequenza genetica, legata alla malattia dell'alcolismo. Oggi giorno sono stati individuati circa una dozzina di geni correlabili in qualche modo a questa malattia, presenti nei vari casi clinici riscontrati. Soprattutto il gene del recettore della dopamina, sembra essere soggetto ad una variante concernente questo discorso. Tra i test scientifici più attendibili troviamo di certo il test delle urine, in grado di rilevare la presenza di quantità eccessive di alcol all'interno del corpo umano. Naturalmente non sono test in grado di diagnosticare l'alcolismo, ma possono indicare nel soggetto una predisposizione certa nell'uso eccessivo di bevande alcoliche. Ma quali sono i trattamenti in uso per curare l'alcolismo, e quali le metodologie che portano alla completa disintossicazione? Certamente tutti conosceranno il lavoro svolto da associazioni come l'Anonima Alcolisti, che indica nella lotta comune un fattore importante per riacquistare la volontà “perduta nel bicchiere”. Alcuni trattamenti tendono a preferire una disintossicazione lenta ma costante. Altri invece, come i metodi tolleranza zero, svolgono programmi drastici di eliminazione completa di alcol dalla vita dei loro pazienti. In entrambi i casi al processo di disintossicazione può essere affiancata la somministrazione di alcuni farmaci, come le benzodiazepine. A livello storico l'Alcol è sempre stato considerato, in linea di massima, come sostanza nociva all'organismo. In tempi molto antichi tuttavia, alcune civiltà ritenevano che all'interno dell'alcol dimorasse una divinità. Si pensi per esempio ai romani ed al dio Bacco. Il consumo di vino deve essere stato altissimo sotto l'Impero. Nel 1647 il monaco greco Agapios, indicò nell'uso cronico delle bevande alcoliche, la prima causa di intossicazione del bevitore, nonché i danni da lui subiti al sistema nervoso. Durante gli anni '20 del '900, la demonizzazione dell'alcol portò la società statunitense a promuovere forme di proibizionismo, che spesso però portarono all'effetto opposto, con un aumento del consumo tra i cittadini. A livello sociale è indubbio che l'alcol rappresenti una sorta di costante in determinate occasioni: si pensi alle feste, alle celebrazioni religiosi, che uniscono alla funzione vera e propria un banchetto successivo, durante il quale, di solito, le bevande alcoliche scorrono a fiumi. L'alcol è concepito come una sorta di mezzo in grado di far cadere le normali inibizioni. Ne riviene un suo utilizzo certo in occasioni di divertimento e festeggiamento. Il rischio principale è questo: molti individui perpetuano nell'abitudine di ingerire alcol per raggiungere un stato di divertimento altrimenti impossibile. Passare dall'abitudine all'abuso cronico è purtroppo molto facile. Pensare che l'alcol sia uno strumento necessario per raggiungere alcuni stati d'animo adatti, è il pensiero base che si nasconde dietro molti principi di abuso. Riuscire in qualche modo a screditare questa concezione, separando il concetto di divertimenti da quello di uso di alcol potrebbe essere un notevole passo avanti per la prevenzione.

Dipendenza da fumo

Come quella dell'alcol anche la dipendenza dal fumo può provocare danni gravissimi all'organismo.

Per approfondimento sui prblemi derivanti dal fumo consigliamo la lettura di questo articolo: smettere di fumare.


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