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Il mio compagno fa uso di sostanze stupefacenti da 12 anni circa

Il mio compagno fa uso di sostanze stupefacenti da 10-12 anni circa, abbiamo una bimba di 15 mesi arrivata all'improvviso e dopo un distacco di 8 mesi, lui e' tornato da noi dicendomi di avere smesso ma da quando e' tornato gli ho trovato il fumo in tasca nei pantaloni e una volta tornando a casa all'improvviso con la mia bambina lei ne ha trovato un pezzetto nel comodino e l'ha preso in mano, io sono molto arrabbiata l'ho mandato via anche per questo motivo mesi fa oltre che per le sue assenze fisiche e mentali sia con me che con nostra figlia. Ne ho parlato anche con suo padre ma se ne lava le mani mi ha detto che sono problemi nostri e loro da genitori non ne possono niente. Lui sostiene di avere la situazione sotto controllo ma secondo me non ce la fa a smettere. Sono molto spaventata per me e per l'avvenire di mia figlia, vi prego datemi un consiglio, tra l'altro promette di continuo di farsi aiutare da uno psicologo ma secondo me fa passare il tempo sperando che io mi dimentichi e ci passi sopra. Cosi' il ns rapporto non puo' andare avanti. Vi ringrazio anticipatamente


Risponde la Dott.ssa Maria Galantucci

Purtroppo lei sa già che il suo compagno è un tossicodipendente a tutto gli effetti e da molti anni e come tale mette in atto tutta una serie di atteggiamenti e comportamenti tipici dei tossicodipendenti, compreso quello di promettere, per poi non mantenere, la promessa che cambierà , che si farà curare e cosi via. Finchè per lui la cosa più importante è la sostanza, perchè pensa che non ne può fare a meno, tutto il resto passa in secondo piano, salvo farsi vedere quando si sente solo e disperato o peggio ha bisogno di soldi (forse non nel suo caso o non ancora). A questo punto della vostra storia credo sia importante per lei affrontare il problema seriamente prendendo, se necessario, decisioni difficili e drastiche, ma altro non si può fare, per esempio metterlo alla porta per costringerlo, in qualche modo a farsi curare veramente e non solo con le intenzioni. Dal canto suo, anche lei ha bisogno di un sostegno psicologico per comprendere le motivazioni che l'hanno portata a continuare questa relazione, nonostante la conclamata dipendenza del suo compagno. Capisco che la vostra bambina sia stata accolta magari come un atto di speranza, di fiducia nella vita, con l'idea che dopo la sua nascita, le cose potessero cambiare, ma purtroppo non è stato così. Il suo compagno come vede non riesce ad assumersi la responsabilità della sua vita, figuriamoci se in questo momento è in grado di assumersi la responsabilità della crescita di vostra figlia. Quello che può fare lei è tutelare la sua vita e quella di sua figlia. Auguri


Risponde il Dott. Andrea Lisotti

Cara Cristina, mi scusi la franchezza al limite della brutalità: pretenda (sì, pretenda!) che lui si impegni in un percorso di aiuto presso un Servizio pubblico, cui lei possa partecipare, o altrimenti lo lasci! Uso di sostanze da anni, il sostenere di avere la situazione sotto controllo, le promesse continue ma poi non mantenute...Sì, c'è proprio tutto! Tutto per garantirle, in base all'esperienza, che non cambierà nulla, che le cose continueranno così a meno che lei non lo metta con le spalle al muro con una alternativa aut-aut. E se si sente in difficoltà ad assumere una posizione netta, pensi alla possibilità di farsi aiutare lei, su questa difficoltà, da una psicologa. E ricordi che anche non scegliere, paradossalmente, è una scelta. Con una responsabilità non solo verso se stessa: pensi a sua figlia (sono sicuro che ci avrà pensato già chissà quante volte). Un abbraccio.

Psicologi & Psicoterapeuti

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Tossicodipendenza e droga, abuso di sostanze o psicofarmaci: la Dott.ssa Satanassi è in grado di fornire un’assistenza professionale a tutti coloro i quali sentono il bisogno di un aiuto per uscire da difficili situazioni.


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Gli ambiti d'intervento del Dr. Livraghi sono: Disturbi da dipendenza (gioco d'azzardo, sostanze, internet, sesso), Disturbi d'ansia (ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni), Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia), Disturbi del tono dell'umore (depressione, disturbi bipolari, maniacalità), Problemi relazionali e dipendenze affettive, Disturbi psicosomatici, Elaborazione del lutto e di esperienze traumatiche, Difficoltà nella relazione genitori-figli, Disturbi di personalità


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